Home Archivio articoli Il Don Chisciotte marchigiano

Compagnie Regionali FITA

Area riservata

Solo le Compagnie iscritte all'Associazione Regionale possono entrare nell'Area riservata.

Il Don Chisciotte marchigiano
Lunedì 07 Giugno 2010 23:03

Nelle Marche è nata la compagnia "Carro di Tespi" per realizzare il progetto "Don Cosciotto della Marca e gli scudieri Scianco e Panza", una rivisitazione regionale del capolavoro di Cervantes. Un impegno durato un anno e mezzo concluso con un pieno successo.

 Don CosciottoLa nostra compagnia è denominata “Il carro di Tespi” ed è nata con il progetto Don Cosciotto, quindi non ha una sua storia, vive di luce riflessa perché è composta da stupendi attori che provengono dalle compagnie storiche della Fita. Li ho uniti insieme sicura dell'ottimo risultato ed ho avuto ragione.

Perché il Carro di Tespi? Perché questa denominazione è stata usata per i teatri ambulanti sorti circa nel 1930 con l'intento di allestire manifestazioni anche nei Comuni che non avevano un teatro. Abbiamo usato anche noi questa denominazione perché nel progetto del Don Cosciotto si prevedono spettacoli all'aperto nelle piazze di quei comuni che non possono usufruire di spazi teatrali, ai grandi teatri ci avvicineremo nel periodo invernale. Da circa due anni mi frullava in testa l’idea di portare in scena una rivisitazione del Don Chisciotte di Cervantes. Ho sempre pensato da quando ho conosciuto Alberto Perticarini, attore di una nostra compagnia,  che avrebbe potuto ricoprire il ruolo del Cavaliere errante in maniera perfetta e da questa convinzione è nato il tutto. Ho contattato Gianfranco Giacchetta, mio caro amico, Don Cosciottononché apprezzato scrittore di testi teatrali delle Marche e l’ho coinvolto nell’avventura. Il don Chisciotte si è tramutato in “Don Cosciotto della Marca” e combatte contro le querce della nostra regione invece dei mulini a vento e gli scudieri si sono raddoppiati diventando “Scianco e Panza”. Occorreva un ottimo regista e chi meglio di Paolo Pirani, presidente onorario della Fita regionale e della mia compagnia poteva assolvere quel ruolo, dapprima rifiutato perché non abituato a dirigere spettacoli che dalla lingua arcaica sfumano a volte in un contesto dialettale. Un altro aspetto che mi ha stimolato a realizzare lo spettacolo è stato il mettere insieme dodici persone provenienti da quattro province diverse per ragioni logistiche, il che non è stata cosa facile. L’impegno è durato un anno e mezzo, con un inverno cha a volte impediva lo svolgersi delle prove, ma il desiderio di andare in scena e il piacere di stare insieme erano così sentiti che si superava tutto con  grande spirito di aggregazione. Come previsto Perticarini nella veste del mitico Cavaliere errante è perfetto e Don Cosciottogli scudieri Cesare Bordo e Gabriele Mancini incredibilmente veri, ma anche gli altri attori, con le loro particolari caratterizzazioni, hanno dato vita a personaggi che lasciano il segno. La sera della prova generale era latente un’epidemia di mancanza di memoria e Paolo il regista, per calmare la situazione e garantire un suggeritore, mai utilizzato, visto e considerato che lo spettacolo prende spunto della “Commedia dell’arte” ha chiamato in causa l’autore del testo e me per sancire il nostro ruolo di “rammentatori ufficiali” sistemati “a vista” sulla scena, con tanto di costumi,  Don Cosciottocontribuendo naturalmente a rendere notevolmente nervose le due uniche persone che non lo erano. La bravura, la pazienza, l’impegno, la disponibilità e la voglia di stare insieme degli attori hanno contribuito a rendere lo spettacolo vivo, frizzante, poetico, esilarante, ricco di situazioni particolari. Il numeroso pubblico che per due sere consecutive ha assistito allo spettacolo ha sancito il suo successo, pieno e convinto. La gioia che splendeva negli occhi di tutti, la giusta soddisfazione e i complimenti sinceri che si rivolgevano gli attori tra loro mi hanno emozionato e ancora di più mi sono convinta dell’importanza della mia iniziativa, forse assunta un po’ incoscientemente all’inizio. Con orgoglio posso affermare che gli introiti della prima produzione Fita della Regione Marche, visti gli inviti che ci stanno pervenendo dai vari Comuni, considerato che la scenografia è stata riciclata da altri spettacoli, i costumi eseguiti da una nostra attrice, e gli attori non hanno percepito un euro di  rimborso spese, saranno utilizzati per organizzare rassegne e festival soprattutto in lingua, e corsi di formazione. Grande è il mio desiderio di poter circuitare il nostro spettacolo nelle altre Regioni Italiane per un’ulteriore testimonianza del grande potere di aggregazione della nostra associazione e per far conoscere alle altre compagnie l’importanza di un’esperienza vissuta per ben due anni senza un minimo di attrito, di rivalità, e mancanza di rispetto. Un grazie sentito a tutti.

Federica Cirilli

 

Don Cosciotto
 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare i contenuti. Per informazioni o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie leggi la nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altro modo acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' sul trattamento dei dati personali, compresi i cookies che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra Informativa sulla Privacy.

Accetto i cookie da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information